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Feb 12 2019

Donazione e trapianto di organi: Aspetti e riflessioni su donazione e trapianti di organi, donazione di organi.

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Donazione e trapianto di organi

“Donare è vita”. Ho avuto la possibilità di rivivere grazie al dono che ho ricevuto per un atto di grande ed inestimabile umanità da parte di una persona che aveva scelto di donare o dei suoi familiari. Importante nel trapianto è anche la donazione del sangue. Nel Friuli Venezia Giulia per la donazione di organi e di sangue operano le Associazioni Nazionali ma qui le più radicate sul territorio sono quelle locali come l’A.D.O. FVG e A.F.D.S. Una testimonianza di vita.

martedì 5 gennaio 2010

Aspetti e riflessioni su donazione e trapianti di organi.

…. Appunti, una volta tanto, di un trapiantato di fegato.

Il mondo della donazione di organi e tessuti coinvolge, non sembra il caso del Friuli Venezia Giulia, una miriade di persone che ora si si trovano a doversi impegnare nella ricerca dei perché c’è un calo nelle donazioni che mette in difficoltà il soddisfacimento delle aspettative dei malati in lista di attesa. Ciò viene segnalato dal CENTRO NAZIONALE TRAPIANTI del Ministero alla Salute. Non è certamente un problema di essere privi di materiale promozionale (cartaceo, video o di qualsiasi natura) perché in ogni dove nascono strumenti sia da parte di varie componenti pubbliche che delle Associazioni di volontariato nazionali e locali. Si può ammettere che poi nella diffusione pochi o in minima parte i documenti raggiungono e stimolano il destinatario del messaggio. Il materiale, ad esempio spedito per posta, si perde nella marea di comunicazioni di solidarietà che giungono in ogni famiglia quotidianamente e da questa vengono scartate come una qualunque pubblicità commerciale. E qui faccio una prima riflessione che mi deriva dalla diretta esperienza, quale socio A.I.T.F. FVG, sulle piazze e sui mercati del Friuli Venezia Giulia con il “Gazebo della solidarietà” che viene allestito per promuovere la conoscenza della donazione ed il trapianto di organi. C’è materiale anche video,dell’ADO FVG , AIDO, ANED , AFDS, ADISCO, AVIS, ADMO, AIL, EpaC onlus e

Ci sono le occasioni spettacolari che a mio parere incidono relativamente sulle scelte della maggioranza dei cittadini. Servono certamente a far conoscere l’argomento ma la vera cassa di risonanza vale di più per far risaltare questo o quel personaggio, la cui presenza è indispensabile per avere stampa e televisione.

Una profonda riflessione va anche sviluppata sulla volontà e partecipazione del donatore potenziale all’associazionismo ed alle sue attività. Forse sbaglierò ma, da trapiantato, trovo del tutto naturale che chi aderisce faccia già un atto sublime e poi metta il tesserino nel portafogli . Ciò per la stessa natura della scelta pro futuro e quindi il “potenziale” donatore non ha niente da eseguire immediatamente o fra poco, anzi si spera e la medicina fa in modo che quell’atto non si verifichi mai, se possibile. Si parla di prevenzione tra i giovani (caschi per strada e nello sci non abusare di alcolici e droghe e via discorrendo. Dalla parte degli ammalati si lavora per la ricerca medica (vedi staminali) e per trovare cure sempre più appropriate ad evitare il ricorso all’ultima eventualità di vita che è il trapianto. Difficile chiedere di più anche se da noi ci sono fior fiore di persone che danno il loro pregevole contributo alla promozione della donazione su tutto il territorio regionale. In questo caso spenderei una parola e farei uno sforzo notevole fossi un responsabile della sanità o degli organi pubblici preposti ed anche del volontariato per convincere e attivare il familiari dei donatori e i familiari che hanno dato l’assenso per un loro caro.

Questo in linea con la certezza che si deve rendere più popolare la donazione e rendere meno tragica la paura del trapianto. Scendere tra la gente con contatti porta a porta, nei mercati e manifestazioni pubbliche dove prevalente è il messaggio di chi ha “vissuto il momento” sia nel donare sono sempre i familiari del donatore che aveva espresso la volontà ed ancor di più i familiari che con coraggio e lungimiranza hanno scelto di donare gli organi di un loro caro in un tragico momento. I trapiantati e i familiari dei trapiantati – che nel ricevere da parte dei trapiantati e dei loro familiari che ne hanno condiviso l’aspettativa

Un cambio di prospettiva nell’esaminare e proporre la conoscenza della donazione di organi perché a volte si confonde e si confronta l’associazionismo del dono degli organi con quello del sangue. A mio parere due mondi associativi importanti e indispensabili entrambi ma con enormi differenze, anche etiche, pur se entrambe di valore assoluto per la finalità che sta alla base dell’impegno.

Il donatore di sangue vive ogni giorno il suo impegno. E sempre pronto se c’è una emergenza ospedaliera e se c’è una persona che ha bisogno. Dona periodicamente e sollecita altri amici, conoscenti o compagni di lavoro a fare altrettanto. Si prefigge di raggiungere un alto numero di donazioni, si trovano famiglie intere di donatori, si controlla lo stato di saluto ad ogni prelievo perché anche qui rigide sono le regola sanitarie. C’è però spirito di corpo ed ho sentito delle frasi tipo: Giovanni domani andiamo a donare poi facciamo un giro avverti anche…….; Quelli di un paese vicino avranno l’emoteca dobbiamo vedere un altro anno di averla anche noi ….; Ehi giovani domenica c’è la festa dei donatori a…… portiamo il labaro mi raccomando: e così via. L’associato donatore di sangue vive in continua e amichevole attività, con spirito di emulazione perché vede il risultato del suo sforzo ed ha piacere di ritrovarsi con gli altri nelle manifestazioni che sembrano una marea incontenibile di effettive e incontestabili buone intenzioni e di risultati eclatanti che nella nostra Regione raggiungono livelli di assoluta eccellenza

Continuando a riflettere giungo ad una sosta dove vedo un mondo sanitario lontano salvi gli addetti ai lavori ed alcuni benemeriti appassionati dal trapianto. Recenti esperienze di ricovero mi hanno portato a contatto con medici ed infermieri che forse per la prima volta si sono trovati a gestire un trapiantato di fegato e per la seconda volta la prima è stata con i medici di base e per questi continua ad esserlo ho percepito la scarsa conoscenza del trapianto come condizione di vita in relazione alla donazione dell’organo. Ad alcuni era anche sconosciuto il Centro trapianti di fegato di Udine a meno che non si nominasse il titolare. Pochi sapevano dell’ incidenza delle cure antirigetto, del pericolo maggiore di infezioni e delle cautele nelle prescrizioni. Qui il Ministero della Salute ed Centro Nazionale Trapianti dovrebbero assolutamente formare un progetto di sensibilizzazione e istruzione di tutte le categorie mediche attraverso i loro Ordini Professionali e nelle Facoltà Universitarie di Medicina un determinato numero di ore obbligatorie con l’insegnamento specifico del trapianto.Lo impone la fragilità della persona trapiantata che ritorna sì a vivere anche ottimamente ma è sempre in allerta così come possono confermare i medici del trapianto.

La donazione ed il trapianto avrebbero anche la necessità di un rafforzamento del sostegno psicologico da parte del comparto sanitario. Il pre ed anche il post trapianto implicano paure, intrigo nei sentimenti e nei rapporti interpersonali che non possono essere sottovalutati o risolti con altre pillole. C’è chi rifugge dal contatto con la gente e si rifugia in casa. Chi non vuol far sapere dell’accadimento. Chi pensa che ormai tutto è ritornato normale per cui riprende abitudini deleterie. I familiari molte volte restano in apprensione per motivi comprovati o solo per delle fisime personali insite negli scompensi psicologici Anche i familiari di donatori hanno, a volte, complesse vicende personali nei rapporti familiari o per qualcosa che si altera nei comportamenti senza che magari il soggetto se ne accorga ma che preoccupa chi gli sta vicino.

Questo può valere per ogni tipo di Associazione che possa operare i riferirsi alla Sanità ospedaliera.

In generale la ricerca su internet fornisce risposte soddisfacenti alla richiesta di informazione sia dal punto di vista pubblico che da quello associativo. C’è però una differenza sostanziale nella ricerca ove si parli di “donazione” o di “trapianto”.


Written by CAR


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